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Fior di latte di Agerola, il latticino usato per la prima pizza margherita

Fior di latte di Agerola è il prodotto più conosciuto dei Monti Lattari, chiamati così perché in questo luogo, da sempre si produce il latte.
Latticino molto pregiato, si ottiene dalla razza bovina agerolese che nel 1845 viene scelta dal generale Avitabile. Questo denota una grande cura e attenzione da parte della famiglia Borbone nei confronti dell’allevamento.

Dal latte intero vaccino crudo si ottiene questo formaggio fresco a pasta filata che avrà un sapore leggermente acidulo, perfetto per essere accompagnato dal pomodoro. Le forme possono cambiare in base alla tradizione del proprio caseificio, si troveranno infatti forme tonde, nodini o trecce.

Ancor prima della famosa mozzarella di bufala, sulla pizza Margherita veniva utilizzato proprio il Fior di latte di Agerola. Una tradizione che rimase per tutto il 1900 e che adesso pian piano sta tornando in auge, a grande richiesta dei tradizionalisti, appassionati dei sapori storici.Vi sono due elementi fondamentali che danno personalità al Fior di latte di Agerola: l’utilizzo di latte crudo e il processo naturale di acidificazione che dura per circa 12 ore.
Consumato fresco è un prodotto di altissima qualità, molto gustoso, dalle 24-48 ore in poi invece si può utilizzare in cucina per alcuni piatti della cucina tradizionale.

Fior di latte di Agerola, la leggenda del latticino usato per la prima pizza margherita

Fior di latte di Agerola, il prodotto più conosciuto dei Monti Lattari. Nomen omen: Lattari perché qui si è sempre prodotto latte.
Parliamo di uno dei latticini più pregiati, ottenuto in origine dalla razza bovina Agerolose selezionata nel 1845 dal generale Avitabile. Ancora un segno della grande attenzione che i Borbone hanno sempre avuto per agricoltura e zootecnia.

Si tratta di un formaggio fresco a pasta filata ottenuto da latte intero vaccino crudo. Può essere preparato in varie forme, da quella tonda, al nodino, alla treccia a seconda della tradizione del caseificio. Il sapore è quello del latte, leggermente acidulo, e si sposa alla perfezione con i pomodori.
Molto prima ancora della mozzarella di bufala, è proprio il Fior di latte di Agerola il grande protagonista della pizza margherita per tutto il ‘900 e adesso la moda per fortuna sta tornando perché molti appassionati lo richiedono grazie ad una produzione che si è notevolmente riqualificata nel corso degli anni.

I due elementi che caratterizzano il Fior di latte di Agerola sono l’uso di latte crudo (proveniente non solo dalla razza agerolese) e quello di acidificazione che avviene in modo naturale e dura circa 12 ore. Se lo consumate fresco e non trovate qualcuno che vi ferma andrete avanti all’infinito tanto è buono. Quello di uno o due giorni dopo è molto adatto per cucinare, a parte la pizza, entra infatti in moltissime preparazioni tradizionali.

  • JULIENNE TAGLIO NAPOLI GOURMET
  • JULIENNE TAGLIO CILENTANO GOURMET
  • MOZZARELLA FIOR DI LATTE TIPO AGEROLA BIANCA
  • MOZZARELLA FIOR DI LATTE TIPO AGEROLA AFFUMICATA

 

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